Cortile

Si può dire che la pedagogia salesiana ha il suo punto di forza nella pedagogia del cortile. Don Bosco scrive: "mi pareva di essere all'antico oratorio (1870) nell'ora della ricreazione. Era una scena tutta vita, tutta moto, tutta allegria. Chi correva, chi saltava, chi faceva giocare. Si vedeva
che tra i giovani e i superiori regnava la più grande cordialità e confidenza".
Quattordici anni dopo (1884), "non udivo più grida di gioia e di canti, non più vedevo quel moto 
quella vita, come nella prima scena".
La indicazione è chiara ed esigente: "che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi
conoscano di essere amati". Come? "Essendo amati in quelle cose che a loro piacciono, col partecipare alle loro inclinazioni infantili".
Il luogo da rilanciare e rivitalizzare è il cortile che diventa perciò il banco di prova dell'insegnante,
impegnato nella scuola e nel mondo della cultura.
Don Bosco non ha esitazioni ad affermare che "Il maestro visto solo in cattedra è maestro e non più, ma se va in ricreazione coi giovani diventa quasi come fratello".